
TESTATA:
REPUBBLICA 
DATA: 06/10/2002
PAGINA: 11
SEZIONE: CRONACA
OCCHIELLO: Critico il teologo Lopez Saez
TITOLO: “ Ma l' Opus ha uno stile ditattoriale”
SOMMARIO: l' intervista
AUTORE: MARCO POLITI
TESTO:
ROMA - «Per tanti credenti è duro vedere che viene portato
agli altari l' esponente di un cattolicesimo superato dal Concilio».
Jesus Lopez Saez, teologo, scrittore, esperto di catechesi alivello
spagnolo ed europeo, non nasconde il suo rifiuto del “modello Escrivà”
e dell' Opus Dei. Inutile far finta di niente. Anche nell' ora in
cui il fondatore viene proclamato santo e non ostante la parata di
personalità, che assisterà al rito in piazza San Pietro, l' Opera
continua a dividere gli animi all'interno della Chiesa. Padre Saez,
che cosa non la convince nel movimento di Escrivà? «Ha sempre avuto
un carattere preconciliare. E infatti lo scontro tra l' Opus Dei
e il rinnovamento ecclesialeè un dato costante sia nel corso di tutto
il Concilio sia nellastagione successiva. Il sociologo Alberto Moncada,
per un certo periodo affiliato all' Opera, afferma che il Concilio
rendeva nervoso Escrivà, il quale “pensava che lo stesso diavolo
si era installato al vertice della Chiesa” ». Ci sono state molte
polemiche sulla struttura dell' Opus. «Lo stile interno dell'organizzazione
è dittatoriale. Credono di raggiungere la perfezione attraverso la
sottomission totale e l' obbedienza cieca. Nel 1981 il cardinale
Basil Hume intervenne per raccomandare ai responsabili dell' Opus
in Gran Bretagna il rispetto per la libertà individuale nell' entrare
e nell' uscire dall' organizzazione e la libertà di scelta del proprio
direttor espirituale a prescindere o meno che fosse membro dell'
Opus». Nelsuo ultimo libro “Il giorno del rendiconto: Giovanni
Paolo II sotto esame” viene affrontato il ruolo dell' Opus nel pontificato wojtyliano. «A mio modo di vedere il movimento
è stato al servizio dell' involuzione ecclesiale, che oggi viene
fatta passare come modello di rinnovamento conciliare. Ma una
cosa è chiara. I papi che hanno condotto il Concilio, Giovanni
XXIII e Paolo VI, sono stati osteggiati dall' Opus e lo stesso Giovanni Paolo I aveva un atteggiamento molto critico nei suoi confronti».
Quindi non considera Escrivà un modello di santo da proporre?
«In Spagna lo consideravamo rappresentante di un tipo di cattolicesimo
superato dal Concilio, che aveva perso potere con la morte
di Franco. Poi è venuto l' aiuto di papa Wojtyla. Maria AngustiasMoreno, che fu “numeraria” dell' Opus, racconta del culto
chesi tributava al fondatore già in vita e promosso da lui
stesso.“Lui solo decise che bisognava chiamarlo Padre, sempre scritto
in maiuscolo, salutandolo piegando il ginocchio sinistro”.
In Cile, all' apogeo della repressione di Pinochet, Escrivà
dichiarò in una conferenza del 1974: “ Io vi dico che quel sangue
era necesario”».